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1840–1910

9 Più tardi in questa piazza

Vittorio Betteloni

Più tardi in questa piazza Di Santa Caterina, Alla gentil ragazza Io venivo d'amor la disciplina

Esponendo sovente, A lungo e dottamente. É la piazza opportuna A simil lezïone:

Son, come il giorno imbruna, Sotto le piante rade le persone; Chi passa, tira via, Nè t'annoja o ti spia.

Qualche coppia d'amanti Ci fa quel che tu fai; Girano indietro e avanti, E s'intrattengon dolcemente assai

Con accento sommesso, Sorridendosi spesso. L'erba in mezzo ci cresce; C'è un granduca di sasso,

E intorno a lui si mesce In infiniti giochi e in alto chiasso Di bimbi un'accozzaglia, Che colà si sguinzaglia.

Le donne che hanno cura Di codesti signori Fanno invece congiura, E dei padroni contano gli orrori,

Le infamie, le sevizie, E si insegnan malizie. Taluna invece attende A qualche caporale,

Che altre cose le apprende: Picchiansi intanto i bimbi e si fan male, Che che di loro accada Il granduca ci bada.

Ogni tratto minuto Del loco e di quell'ore Parmi veder; venuto Ci son sì spesso a ricercarvi amore,

Ebbi piacer cotanti Ivi a quei dolci istanti! Ebbi colà contezza Dell'amore di lei,

Con egual tenerezza Parlarmi un senso uguale a' sensi miei Farmisi là palesi Dolci segreti intesi.

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