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1840–1910

4 Se non che quando ti se' meglio avvista

Vittorio Betteloni

Se non che quando ti se' meglio avvista, Che non per celia o per canzonatura E che altrimenti non facevo io vista, Ma che il mio core e che la mia natura;

Era davver di bene assai volerti; Allor siccome di noi altri avviene, Che al principio d'amor si pende incerti E in peritanza e gran timor si viene;

E la fanciulla pon la timidezza Che è dell'indole sua, tosto in oblio, E l'arma invece di gentil prodezza Questo che nasce in lei novo desio:

Così tu cominciasti in più maniere, Adorabili tutte a far palese, Che non ne avesti punto dispiacere, Se allor di te non dubbio amor mi prese;

Ma che ti s'era anzi, da quel momento, Messo non si sa come dentro il core Un dolcissimo insieme e fier talento, Di darmi retta e far con me all'amore.

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