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1840–1910

11 Io domando perdono

Vittorio Betteloni

Io domando perdono, Ma un uomo fatto io sono; Io sono accorto e saggio, Ho della esperïenza,

Diedi in più d'una critica occorrenza Del maturo mio senno ottimo saggio. Poi, codesto si sa, S'acquista con l'età:

Quadrarsi alfin conviene, Ho vent'anni compiti, Mi son dal capo certi grilli usciti, Ho un angiolo del ciel che mi vuol bene.

Sono il suo primo amore, Io le ho dischiuso il cuore. Amor mio primo anch'ella, Amor mio primo - immenso… -

Ma veramente adesso che ci penso, Ebbi ancor per l'addietro un'altra bella. Donna sgherra e proterva, Ch'era in casa per serva,

Che a quindici anni amai. Ella m'ebbe in non cale Avvinta ai baffi d'un suo caporale; Me non comprese ed io l'abbandonai.

A questo amor pertanto Non si può dare il santo Nome di primo amore: L'amor mio primo è questo

Novello amor…. Me la cercai del resto D'una condizione anco migliore. Non è una principessa, Non una baronessa,

Non una gran signora; Ma questo importa poco Quello che importa egli è che in primo loco Ella è pazza di me, ch'ella m'adora.

E secondariamente É molto intelligente, Molte potè da sola Gentilezze imparare,

Naturalmente grazïoso appare Ogni suo moto ed ogni sua parola. Che alcun m'invidii e male Mi voglia è naturale:

Vaghi signori miei, Ciò vi dirò soltanto, S'ell'è assai bella e mi vuol ben cotanto, Questo vuol dir ch'io degno son di lei!

D'altronde in mortal petto Non cape uguale affetto Del mio, non che maggiore: Sacro, terribil foco

Mi divora le fibre a poco a poco, Temo ch'io ne morrò di questo amore. Ed ella me lo rende, Ella che pure intende

Ch'io non condurrò moglie…. Oh! in eterio elemento L'anime stringe arcano abbracciamento, E illesi andiam di tutte umane voglie.

I nostri cor difatti Sovrumani son fatti. Sulle tue labbra il primo Bacio d'amore io colsi,

Per l'universo in cerca il guardo io volsi, Men di me grande ogn'altra cosa estimo. Tutte le stelle e il sole Come fra re si suole,

L'esaltazione mia Hanno riconosciuta, Per suo cugino ogn'astro mi saluta, Complimenti ed auguri ognun m'invia.

I fior' c'hanno sentore Dei segreti d'amore, Sanno il mio caso anch'essi, E mi vanno ammirando,

E forse a me quel bacio invidïando, Mi fanno inchini taciti e sommessi. Lusinghevoli accenti I lezïosi venti

E l'onda in cui mi specchio Quando in Lungarno movo, Siccome a prence giovinetto e novo, Adulando sussurranmi all'orecchio,

Oh certo io son felice Quanto quaggiù esser lice Giovin terrestre iddio Vo con gentil decoro,

Come in olimpo e gli augelletti in coro Movon leggiadri canti in onor mio. Non per ciò si supponga Che in superbia io mi ponga.

Se scontro per la via Un compagno di scuola, Mi soffermo, gli volgo la parola, Lo saluto con molta cortesia.

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