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1749–1803

SCENA I

Vittorio Alfieri

Pietosi Numi, a cui finora piacque dal furor di Leonida sottrarre l'innocenza mia nota, omai non posso più rimaner nel vostro tempio. Asilo

volli appo voi, perché la patria inferma più violenze, e più tumulti, e stragi a soffrir non avesse: or v'ha chi ardisce a' miei delitti ascriverlo, al terrore

di giusta pena? ecco, l'asilo io lascio. — Oh Sparta, oh Sparta!... esser fatal dei sempre ai veri tuoi liberatori? Ah! data fosse a me pur la sorte, che al tuo primo

padre eccelso toccò! più che il perenne bando, a se stesso da Licurgo imposto, morte non degna anco scerrei, se al mio cader vedessi almen rinascer teco

il vigor prisco di tue sacre leggi!... Ma, chi sì ratto a questa volta?... Oh cielo! Chi mai veggio? Agizìade? La figlia di Leonida? oimè!... la mia già dolce

moglie, che pur mi abbandonò pel padre?

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SCENA I · Vittorio Alfieri · Poetry Cove