Quando fia il dì, Signor, che 'l mio pensero,
intento e fisso in Voi sempre, Vi veggia?
ché mentre fra le nebbie erra e vaneggia
mal si puote fermar nel lume vero.
Scorgo sovente un bel dissegno altero
ch'entro 'l mio cor lo spirto Vostro ombreggia,
ma quel vivo color, se ben lampeggia,
pur non si mostra mai chiaro ed intero.
Deh! squarci omai la man piagata il velo
che 'n questo cieco error già quattro lustri
fra varie tempre ancor mi tiene involta,
onde non più da rai foschi od illustri
s'affreni o sproni l'alma, ma, disciolta,
miri il gran Sol nel più beato Cielo!