Signor, che 'n quella inaccessibil luce,
quasi in alta caligine, T'ascondi,
ma viva grazia e chiari rai diffondi
da l'alto specchio ond'ogni ben traluce,
genera il tutto ed a fine il conduce
un solo cenno Tuo, che puri e mondi
far può gli affetti altrui di sozzi immondi
pur che l'uom segua Te, suo vero Duce.
Risguarda me, Ti prego, in questo centro
terrestre afflitta, e, come sempre sòle,
la Tua pietade al mio scampo proveggia;
tirami omai tanto al Tuo regno dentro
ch'almen lontan mi scaldi il Tuo gran sole,
e poi vicin il picciol mio riveggia.