Tra gelo e nebbia corro a Dio sovente
per foco e lume, onde i ghiacci dissolti
siano e gli ombrosi veli aperti e tolti
da la divina luce e fiamma ardente;
e se fredda ed oscura è ancor la mente
pur sono i pensier tutti al Ciel rivolti,
e par che dentro in gran silenzio ascolti
un suon che sol ne l'anima si sente
e dice: «Non temer, che venne al mondo
Gesù, d'eterno ben largo ampio mare,
per far leggiero ogni gravoso pondo;
sempre son l'onde Sue più dolci e chiare
a chi con umil barca nel gran fondo
de l'alta Sua bontà si lascia andare».