Qual tigre dietro a chi l'invola e toglie
il caro pegno, oh mia dogliosa sorte!
cors'io, seguendo l'empia e dura Morte
ricca alor de l'amate adorne spoglie.
Ma, per colmarmi il cor d'eterne doglie,
sdegnosa, a l'entrar mio chiuse le porte,
ché con far nostre vite manche e torte
non empie le bramose ingorde voglie.
Vuol troncar l'ali ai bei nostri desiri
quand'han preso spedito e largo volo
per gir del cader loro alta e superba;
uopo non l'è ch'a numer grand'aspiri;
certa d'averne tutti elegge solo
l'ore più dolci per parer più acerba.