La mia divina luce è doppia scorta
de l'alma, in questa ed in quell'altra vita;
qui con l'exempio al vero onor l'invita,
e 'n Ciel col bel pensier sempre la porta.
A l'una e a l'altra gloria apre la porta,
e, se da' passi miei fosse seguita,
io goderei là su quell'infinita
e questa al fin mortal saria men corta.
S'ella scorgeva un intelletto equale
al lume suo, l'avria condotto in parte
che 'l faria là beato e qua felice;
ma 'l Ciel sì largamente non comparte
le grazie sue, né al mio imperfetto lice
aver per guida un Sol, per volar l'ale.