S'io cerco, ahi lassa! fuggir dal pensiero
che mi tormenta ognor, nulla mi vale;
e s'io lo scaccio aggiungo male a male,
ché torna con più impeto e più fiero.
S'io lo minaccio più superbo e altero
mi strugge e strazia, d'altro non li cale;
s'io lo lusingo ratto mette l'ale
e ascende al Ciel pur con l'usato impero.
Dunque che debbo far? Chi mi conforta?
Chi mi porgerà aita, ahi dura sorte!
contra questo pensier che mi tormenta?
Dogliomi del presente e temo il peggio;
s'a tante morti non dà fine Morte
eterno fia 'l pensier, la pena eterna.