Felice donna, a cui l'animo vinse
grave dolor, ch'al gentil petto excluse
desio di vita, e, le speranze infuse
nel cieco oblio, d'ogni timor ti cinse;
de l'altrui sangue il caro sposo tinse
la veste, alor che dal martir confuse
fur le ragioni in te, le voci chiuse,
ch'amor ne l'alma il maggior mal dipinse.
Quante morti ti tolse e lunghe e vere
quell'una, che ti diede in un momento
per fuggir grave mal piume leggiere!
Ma io, che maggior danno or provo e sento,
ho dal mio chiaro Sol voglie sì altere
ch'a mio malgrado il cor vince il tormento.