Fuor di me tutto in quello entra il mio core
dove questi occhi miei li aprir la via,
e quando dal mio seno egli già uscia
alto gridai: «Dove il conduci, Amore?».
Egli, con volo audace: «Al proprio errore»,
rispose; «quel ch'io custodir solia
con tanta forza e tanta gelosia
che non ha più di ritornar valore».
Niun soccorso a me vien da mia ragione;
ella contra d'Amor si trova imbelle,
e a' suoi consigli il mio furor s'oppone.
Quinci non spero più d'uscir di quelle
torte e dubbiose vie ch'Amor compone,
e so che l'error mio forza è di stelle.