M'arde ed aghiaccia Amor, lega ed impiaga;
or foco, or neve, or laccio, or stral m'offende,
ma gli occhi, il petto, il crine la mi prende
con modo tal che d'ogni mal m'appaga.
Anzi, fa che non sia mortal la piaga,
che 'l foco non consumi onde s'accende
il nodo, i membri ancor fratti non rende,
che pur del freddo umor sia l'alma vaga.
E sì dolce è l'incendio, e grato il ghiaccio,
i legami soavi, il dardo ameno,
che giova piaga, ardor, prigion e gielo;
ond'io felice avolta al vago laccio
gelido, vulnerato e d'ardor pieno,
ringrazio il Fato, Amor, Natura, il Cielo.