Qual digiuno augellin, che vede ed ode
batter l'ali a la madre intorno quando
li reca il nudrimento, ond'egli amando
il cibo e quella si rallegra e gode,
e dentro al nido suo si strugge e rode
per desio di seguirla anch'ei volando,
e la ringrazia, in tal modo cantando
che par ch'oltra il poter la lingua snode;
tal io, qualor il caldo raggio e vivo
del divin Sole onde nudrisco il core
più de l'usato lucido lampeggia,
movo la penna, mossa da l'amore
interno, e senza ch'io stessa m'aveggia
di quel ch'io dico le Sue lodi scrivo.