Quand'io scorgo, dubbiosa, il fango e l'ombra
del cieco mondo, e i lacci, e quel possente
van desir d'alto acquisto che sovente
sotto falso piacer d'error n'ingombra,
io mi rivolgo al bel pensier ch'adombra
la cara effigie entro l'accesa mente,
tal ch'al cor la riporta, onde l'ardente
raggio d'ogni timor tosto il disgombra.
Vien lieto al gran bisogno, e pone in bando
quant'ignoranza sì folle vaghezza
forse avea posto a men saldi penseri;
ond'io m'onor felicemente amando
lo spirto alter, che con soave asprezza
fuga i falsi piacer mostrando i veri.