É sì giusto il pensier che mi tormenta
che m'è grato il morir per tal cagione;
fa li sensi subietti a la ragione
e scaccia ogni altro che d'entrar vi tenta.
Quindi nasce il dolor che mi contenta
in amar libertà, dolce prigione,
in gentil foco che in nulla stagione
ne fia mai dramma o una scintilla spenta.
Né Fortuna potrà, né Tempo o Morte,
né loco far ch'io cambi altro pensero,
onde scorgo del Ciel la vera strada,
ché i raggi del mio Sol m'apron le porte.
Veggio del Gran Motore il lume vero,
onde convien ch'al mondo altera io vada.