Quando lasciò il mio Sol il carro aurato
e la sua luminosa e quarta spera
per volar alto in quella luce vera,
da maggior merto al sommo Ciel chiamato,
a questo lume suo, già tutto ornato
de le sue glorie, die' sua luce intera,
ond'oggi quest'è proprio quel che li era
di luce ardor, di moto ordine e stato.
Quest'auriga non ha men retta e accorta
la man; scaccia le nubi d'ogn'intorno
e de' passi dubbiosi è chiara scorta.
A me rende più bel ch'agli altri il giorno,
sapendo ch'ogni luce al cor vien corta
usato al primo di virtù soggiorno.