Di lacrime e di foco nudrir l'alma,
con secca speme rinverdir la voglia,
legar di novo il cor quando discioglia
sdegno maggior la vista altera ed alma,
m'insegna Amor, e agevolar la salma
mentre più alto il bel pensier m'invoglia,
e nel dolce cader scemar la doglia,
perch'abbia altrui del mio languir la palma.
Soave cibo mi è il pianto e l'ardore,
le perdute speranze un giusto freno
ch'indietro volge il già corso desire.
Il tormento m'apporta largo onore,
ché, per virtù del bel lume sereno,
di par a la mercé piace il martire.