Quando più stringe il cor la fiamma ardente
corro a l'alme faville ond'esce il foco;
ivi più ognor m'accendo, ivi m'alloco
e per sì dolce ardor l'alma il consente.
D'appressarsi al suo mal rimedio sente,
sprezza il martir per apprezzar il loco,
a la cagion si volge, e prende in gioco
il grave duol de l'affannata mente.
Nasce dal vivo lume un raggio tale
che di ricca speranza ognor m'adorna,
e poi mia fede un lieto fin predice.
Chi non adora un valor senza equale?
Chi non contempla un Sol che sempre aggiorna?
Chi non ammira sì nova fenice?