Sperai che 'l tempo i caldi alti desiri
temprasse alquanto, o dal mortale affanno
fosse il cor vinto sì che 'l settimo anno
non s'udisser sì lungi i miei sospiri;
ma perché il mal s'avanzi o perché giri
senza intervallo il sole, ancor non fanno
più vile il core o men gravoso il danno,
ché 'l mio duol sprezza il tempo ed io i martiri.
D'arder sempre piangendo non mi doglio;
forse avrò di fedele il titol vero,
caro a me sovr'ogn'altro eterno onore.
Non cangerò la fe' né questo scoglio
ch'al mio Sol piacque, ove fornire spero
come le dolci già quest'amare ore.