Quanto più arroge a le mie antiche pene
Fortuna affanni io da l'usato pianto
più vigor prendo ognora, e può ben tanto
l'alta cagion ch'a forza mi sostiene.
E se ne' miei sospir d'empie sirene
soave ascolto e periglioso canto
mi consola e diletta, e questo è quanto
sperar poss'io dal tristo mondo bene,
ché come quelli a cui fin da le fasce
il velen cibo è stato, e la sua vita
di quel nudrica che tutt'altri offende,
così il mio cor di foco ancor si pasce
tant'anni, e di dolor, col qual s'aita
e contra ogn'altro mal per schermo il prende.