Spent'il mio chiaro Sol, tenebre nove
manda ogni giorno al cor l'empia nimica
che del mio mal le voglie sue nudrica,
ma dal primo voler le mie non move.
Dal basso segno omai non volge altrove
per me l'instabil rota, e s'affatica
tirarla al centro, e 'n Ciel stella sì amica
non sent'io che s'opponga a le sue prove.
Sol mi ricopro e chiudo entro 'l pensero
del lume mio, tal che riparo e schermo
quel stesso porge, onde la guerra nasce.
Ei fece al suo sparir lo spirto infermo
contra i colpi mortali, ed ei lo pasce
dal Ciel pietoso col suo cibo vero.