Quando già stanco il mio dolce pensero
del suo felice corso giunge a riva
dimostra il sonno poi l'imagin viva
con altro inganno più simil al vero.
Quel fa ch'io segni bianco il giorno nero,
questo d'oscurità le notti priva,
e se già l'aprir gli occhi mi nudriva
il chiuderli ora è cagion ch'io non pero.
E se col tempo il gran martir s'avanza,
sempre più salda in la memoria siede
col sonno e col pensier l'alta sembianza.
Il proprio ardor rinova la mercede,
ché se fuggì 'l piacer e la speranza
con maggior forza alor s'armò la fede.