Ite, Signor, per l'orme belle, ond'io
riveggia intero in voi quel lume chiaro
del mio Sol vivo, e questo parco e avaro
Ciel venga a forza largo al desir mio.
Spreggiato ha il vostr'ardir l'acerbo e rio
fato de' vostri, e con l'invitto e raro
valor, a chi più 'l vede ognor più caro,
tolt'ha di maggior luce altro desio.
Or che quel Sol, che solo in voi risplende,
non mostra in terra i divin raggi ardenti
ma con luce maggior là su contende,
godo che 'l vostro cor, avendo spenti
i contrasti e l'insidie, s'erge e accende
di sempre farsi conto a l'alte menti.