Non si scusa il mio cor quand'ei T'offende,
né per sempre, Signor, vuoi ch'io il condanni;
Tuo Figlio in croce l'un di questi affanni
mi tolse, e l'altro in Ciel continuo prende.
Ei qui Ti satisfece, ivi Ti rende
conto dei tanti miei sì mal spesi anni,
mostrando i lacci antichi e i novi inganni
che 'l mondo ordisce e l'adversario tende;
Ei degno e giusto agli occhi Tuoi ricopre
me ingiusta e indegna con quel largo manto
col quale me nasconde e Se stesso opre.
Con Lui mostro il mio duol, con Lui fo il pianto
delle mie colpe, non armata d'opre
ma d'un scudo di fede invitto e santo.