Quando vedrò di questa mortal luce
l'occaso, e di quell'altra eterna l'orto,
sarà pur giunta al desiato porto
l'alma, cui speme ora fra via conduce,
e scorgerò quel raggio, che traluce
sin dal Ciel nel mio cor, del cui conforto
vivo, con occhio più di questo accorto
com'arde, come pasce e come luce.
Soave fia il morir per viver sempre,
e chiuder gli occhi per aprirgli ognora
in quel sì chiaro e lucido soggiorno!
Dolce il cangiar di queste varie tempre
col fermo stato! Oh quando fia l'aurora
di così chiaro aventuroso giorno?