Figlio e signor, se la tua prima e vera
madre vive prigion non l'è già tolto
l'anima saggia o 'l chiaro spirto sciolto,
né di tante virtù l'invitta schiera.
A me, che sembro andar scarca e leggiera,
e 'n poca terra ho il cor chiuso e sepolto,
convien ch'abbi talor l'occhio rivolto
che la novella tua madre non pera.
Tu per gli aperti spaciosi campi
del Ciel camini, e non più nebbia o pietra
ritarda o ingombra il tuo spedito corso;
io, grave d'anni, aghiaccio; or tu, ch'avampi
d'alta fiamma celeste, umil m'impetra
dal commun Padre eterno omai soccorso.