Dal breve sogno e dal fragil pensero
soccorso attende la mia debil vita;
quando interrotti son riman smarrita
sì, ch'io peno in ridurla al camin vero,
vero non già per me, ch'altro sentero
mi suol mostrar la mia luce infinita,
e dirmi: «Meco in Ciel sarai gradita
se raffrena il dolor lo spirto altero.
Martiri, aversità, disdegni e morte
non diviser le voglie insieme accese
ch'Amor, Fede e Ragion legar sì forte».
Rispondo: «L'alte tue parole intese
e serbate da me son fide scorte
per vincer qui del mondo empie contese».