Quanto invidio al pensier ch'al Cielo invio
l'ali sì preste, ch'a lui non contende
lo spazio il giunger tosto al Sol ch'accende
fra le speranze morte il voler mio.
Potess'io almen tuffar nel cieco oblio
la memoria del bene, ond'ora prende
tal forza il duol, che 'l cor non sempre intende
quanto lungi dal ver vola il desio
che pur qui va cercando i chiari raggi
degli occhi amati, né Ragion l'appaga
che li dimostra più lucenti in Cielo,
ma 'l primo obietto segue, e quei viaggi
son troppo erti al mio pie', finché la vaga
aura vital sostien quest'uman velo.