A la durezza di Tomaso offerse
il buon Signor la piaga, e tai li diede
ardenti rai ch'a vera ed umil fede
l'indurato suo cor tosto converse.
L'antica e nova legge li scoverse
in un momento, ond'ei si vide erede
del Ciel, dicendo: «É mio ciò ch'Ei possede!
Sì, è Quel mio che tanto ben m'aperse!»
Ond'Ei li disse, poi: «Maggior è il merto
di creder l'invisibile per quella
virtù che non ha in sé ragion umana».
Il Ciel fu a lui col bel costato aperto;
a noi la strada assai più corta e piana,
per fede, di trovar l'orma Sua bella.