Quante dolcezze, Andrea, Dio ti scoverse,
alor che, salutandoL di lontano,
adorasti il supplicio empio inumano
ove al Padre il Figliuol per noi S'offerse.
Col santo foco Suo lo cor t'aperse,
e vi raccolse con la forte mano
dentro l'alte virtù che 'l nostro insano
voler manda di fuor vaghe e disperse,
onde ne l'aspra croce il dolce e 'l chiaro
del Ciel vedesti, e quella immortal vita
che parve agli altri ciechi dura morte.
La tua fortezza celere e spedita
vittoria elesse per vie dritte e corte
che fanno il viver bello e 'l morir caro.