Eterna luna, alor che fra 'l Sol vero
e gli occhi nostri il tuo mortal ponesti
Lui non macchiasti, e specchio a noi porgesti
da mirar fiso nel Suo lume altero.
Non L'adombrasti, ma quel denso e nero
velo del primo error coi santi onesti
tuoi prieghi e i vivi Suoi raggi rendesti
d'ombroso e grave candido e leggiero.
Col chiaro che da Lui prendi l'oscuro
de le notti ne togli, e la serena
tua luce il calor Suo tempra sovente;
ché sopra il mondo errante il latte puro
che qui Il nudrì, quasi rugiada, affrena
de la giusta ira Sua l'affetto ardente.