Spiego vèr Voi, Signor, indarno l'ale
prima che 'l vostro caldo interno vento
m'apra l'aria d'intorno qualor sento
vincer da novo ardir l'antico male.
Che giunga a l'infinito opra mortale
Vostro dono è, però che in un momento
la può far degna; ch'io da me pavento
di cader col pensier quand'ei più sale.
Bramo quel raggio, di che 'l Ciel s'alluma,
che scaccia dense nebbie, e quella accesa
secreta fiamma ch'ogni gel consuma,
perché poi lieve al caldo ed a la bruma,
tutta al divino onor l'anima intesa
si mova al volo altero in altra piuma.