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1754–1828

XLIV. PER MONACA.

Vincenzo Monti

Questo che al fianco la tristezza e l'ira Mena e spargendo inutile lamento Invan l'antica libertà sospira, Questo, egregia donzella, è il Pentimento.

Egli ai chiusi cancelli ognor s'aggira Già troppo stanco di penar là drento, E contro il cielo e la ragion s'adira Sforzar tentando il giovanil talento.

Tedio sdegno livor, turba crudele, Armerà nel silenzio a tuo periglio Colle cure seguaci e le querele. Guai se t'arrendi! ohimè, chè allor sul ciglio

Quell'empio ti vedrai mostro infedele Lieto esultar sul violato esiglio.

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