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1754–1828

XCV.

Vincenzo Monti

La pianta che in Giudea mise radice E d'un trafitto il carco alto sostenne, Poi, steso il piè su la Tarpea pendice, Ombrò de' rami il mondo e servo il tenne;

Questa d'ogni viltà pianta matrice Finalmente nel fango a cader venne: E la gallica spada e dell'ultrice Ragion l'ha tronca la fatal bipenne.

Sorge in suo loco l'arbore divina Di libertade, e tra le fronde liete Rinverde e frutta la virtù latina: Bruto l'elmo vi posa; e le segrete

Mani su l'Arno e sul Sebeto inchina, Ne crolla i troni, e grida ai re — Scendete.

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