Quando fuggía dalla toscana tenda,
Non timorosa d'armi e di rapina,
La vergine di Roma, e in bianca benda
venia solcando l'acqua tiberina;
Sull'onorata femminil vicenda
Ridea l'invitta libertà latina,
E schernìa dell'acerba oste tremenda
La minacciata servitù vicina.
Sì bella impresa a riguardar, repente
Il Tebro dai muscosi antri secreti
Fino al petto s'alzò fuor del torrente;
E in sembianti esultando amici e lieti,
Affrettò la soggetta onda fremente
Del gran tragitto a ragionar con Teti.