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1754–1828

VII

Vincenzo Monti

Ma che? sederle al fianco, e de' suoi sguardi, de' suoi sorrisi, de' suoi dolci accenti pascer l'anima ingorda, e sì dappresso farmi al suo labbro, che sul labbro mio

giungerne io senta il tepido respiro... Ahi! parmi allor che un folgore mi corra per gli attoniti sensi. Innanzi al ciglio una nube si stende: entro la gola

van soffocate le parole, e sembra che di foco una man la stringa e chiuda. Allor mi batte in fiera guisa il core; e per dar vento all'infiammato petto

più lunghi e cupi dall'aperta bocca esalano i sospiri; e forza è quindi o correre co' baci alla sua mano, e di pianto bagnarla; o dispiccarmi

da lei veloce, e colle vôlte spalle gir percotendo per furor la fronte.

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