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1754–1828

LXXXV. IL TERRORISMO.

Vincenzo Monti

Fingi, o scultor, di sangue umano lordo Sovra carro di foco il genio franco: E congiurati in vergognoso accordo Terrore e Crudeltà gli stiano a fianco.

Ai preghi ai pianti alla pietà sia sordo Il ferreo cor di stragi unqua non stanco: Roti la spada il braccio destro; e ingordo All'oro slanci e alle ruine il manco.

Sotto il piè vincitor l'iniquo prema Giustizia e Umanità: veli sua fronte Religione per orrore, e gema. Ritto abbia il crine ed infocati gli occhi,

E porti in petto queste note impronte: — Son lo sdegno di Dio: nessun mi tocchi. —

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