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1754–1828

LXXVI.

Vincenzo Monti

Ben di tragiche forme pellegrine Spesso il pensier Melpomene mi stampa. E fiera in atto di terror s'accampa, E il piè mi calza e mi rabbuffa il crine.

Ma surge fuori Amor dalle vicine Del cor latèbre dove l'alma avvampa, E con affetti di contraria stampa Quelle forme cancella alte e divine:

Quindi la chioma mi compone e il manto, E mi slaccia il coturno, e il crudo in vece Vi pon la sua catena grave e dura; Poi mi guata ridendo: e a me non lece

Nè pur lagnarmi. Quella diva intanto Mi sparisce dagli occhi, e non mi cura.

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