Ben di tragiche forme pellegrine
Spesso il pensier Melpomene mi stampa.
E fiera in atto di terror s'accampa,
E il piè mi calza e mi rabbuffa il crine.
Ma surge fuori Amor dalle vicine
Del cor latèbre dove l'alma avvampa,
E con affetti di contraria stampa
Quelle forme cancella alte e divine:
Quindi la chioma mi compone e il manto,
E mi slaccia il coturno, e il crudo in vece
Vi pon la sua catena grave e dura;
Poi mi guata ridendo: e a me non lece
Nè pur lagnarmi. Quella diva intanto
Mi sparisce dagli occhi, e non mi cura.