Pallida violetta,
Nel cui smorto color
Lo stato del mio cor
Si manifesta;
Viola pallidetta,
Sai tu che voglia dir
L'improvviso sospir
Che in sen si desta?
Ben d'innocente fiore
Colori e foglie hai tu,
E odorosa virtù
Che i sensi avviva:
Ma, nel trattarti, il core
Mi palpita così,
Ch'altra mai non sentì
Fiamma più viva.
La delicata e bella
Man che alla mia ti diè
Dell'aurea rosa in te
Pose la spina.
Io la raccolsi: e quella
Sì dentro mi piagò,
Che tutta ne tremò
L'alma meschina.
Ma per cagion sì cara
M'è dolce il sospirar;
Nè la spina cavar
Cerco dal petto.
Nè mi dorrò che avara
Sia meco di pietà
La possente beltà
Che il cor m'ha stretto.
Beato assai son io
Di vederla e tacer,
E tacendo goder
Di sì gran bene.
Tu non tradir, fior mio,
L'arcano del mio cor;
Ma scaldami d'amor
Queto le vene.