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1754–1828

LXV. IN MORTE DI CAMMILLO ZAMPIERI.

Vincenzo Monti

Piangean le Muse su l'avel che spento Del Vatreno racchiude il terzo Orfeo; Quando repente tremò il sasso, e feo Un grido uscirne doloroso e lento:

— Tregua, o dive, ai sospiri: altro lamento Suonar qui deve che del coro ascrèo: Pianga la Patria che il miglior perdeo Dei figli, e or tutta la sua gloria è vento.

Dolce è fra il duolo delle Muse al fato Ceder la spoglia; ma più dolce ancora Morir di pianto cittadin bagnato. — Tacque la voce: s'arretraro allora

Le dee di Pindo, e della tomba a lato Venne a plorar la Patria, e ancor vi plora.

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