Piangean le Muse su l'avel che spento
Del Vatreno racchiude il terzo Orfeo;
Quando repente tremò il sasso, e feo
Un grido uscirne doloroso e lento:
— Tregua, o dive, ai sospiri: altro lamento
Suonar qui deve che del coro ascrèo:
Pianga la Patria che il miglior perdeo
Dei figli, e or tutta la sua gloria è vento.
Dolce è fra il duolo delle Muse al fato
Ceder la spoglia; ma più dolce ancora
Morir di pianto cittadin bagnato. —
Tacque la voce: s'arretraro allora
Le dee di Pindo, e della tomba a lato
Venne a plorar la Patria, e ancor vi plora.