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1754–1828

LXIII. ALL'ITALIA.

Vincenzo Monti

L'ira di Dio su te mormora e rugge, O Italia, o donna sonnolenta ed orba: Sanguigno il sole le fresche aure adugge, L'aure che il lezzo di tue colpe ammorba:

D'Etna e Vesuvio la vorago mugge, Fiamma eruttando procellosa e torba: E sotto i piedi il suol traballa e fugge, E par che intere le cittadi assorba.

E se l'alta di Pio vigil pietade Scudo non fosse a tua cervice infida Contra l'atre del ciel sonanti frecce, Vedova ti vedrei per le contrade

Plorar sui figli e l'etra empier di strida, Lorda il petto di piaghe, arsa le trecce.

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