Che fai, santo Imeneo, che pei sereni
Spazi dell'aria a noi tosto non scendi?
Tu i solleciti amanti ardi; tu prendi
Le ritrose fanciulle e le incateni.
Vieni, cara d'amor speme, deh vieni;
E del tuo foco il garzon vago accendi.
Ma in rimirar la gentil sposa attendi
Che a te non vinca e prigionier non meni;
Chè simil fiamma e così fiero e tanto
D'amore incendio altra giammai non mosse,
Come costei ch il mondo arder potrebbe:
Nè apparve tal colei che doglia e pianto
Alle dardanie spose un giorno accrebbe,
Benchè nata di Giove ella già fosse.