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1754–1828

LVIII. PER LE NOZZE RONDINELLI–GNUDI.

Vincenzo Monti

Che fai, santo Imeneo, che pei sereni Spazi dell'aria a noi tosto non scendi? Tu i solleciti amanti ardi; tu prendi Le ritrose fanciulle e le incateni.

Vieni, cara d'amor speme, deh vieni; E del tuo foco il garzon vago accendi. Ma in rimirar la gentil sposa attendi Che a te non vinca e prigionier non meni;

Chè simil fiamma e così fiero e tanto D'amore incendio altra giammai non mosse, Come costei ch il mondo arder potrebbe: Nè apparve tal colei che doglia e pianto

Alle dardanie spose un giorno accrebbe, Benchè nata di Giove ella già fosse.

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