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1754–1828

LVII. PENSIERI D'AMORE.

Vincenzo Monti

Oh come del pensier batte alle porte Questa fatale immago, e mi persegue! Come d'incontro mi s'arresta immota, E tutta tutta la mia mente ingombra!

Chiudo ben io per non mirarla i rai, E con ambo le man la fronte ascondo: Ma su la fronte e dentro i rai la veggio Un'altra volta comparir, fermarsi,

Riguardarmi pietosa, e non far motto. Le braccia allargo, e prono in su le piume Cader mi lascio colla bocca e il petto: Ma l'immago dagli occhi non s'invola;

Anzi s'accosta; e par che ciglio a ciglio, Gote a gote congiunga, e tal poi meco Reclini il capo e s'abbandoni al sonno.

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