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1754–1828

LVII. PENSIERI D'AMORE.

Vincenzo Monti

Oh se lontano dalle ree cittadi In solitario lido i giorni miei Teco mi fosse trapassar concesso! Oh se mel fosse! Tu sorella e sposa,

Tu mia ricchezza mia grandezza e regno, Tu mi saresti il ciel la terra e tutto. Io ne' tuoi sguardi e tu ne' miei felice, Come di schietto rivo onda soave

Scorrer gli anni vedremmo; e fonte in noi Di perenne gioir fora la vita. Poi, quando al fine dell'etade il gelo De' sensi avrebbe il primo ardor già spento,

E in fuga si vedrìan volti i diletti All'apparir delle canute chiome, Amor darebbe all'amistade il loco; Dolce amistade, che dal caldo cenere

Delle passate fiamme altra farebbe Germogliar tenerezza altri contenti. Oh contenti! oh speranze!... Un importuno Fremer di vento mi riscosse; e tutta

Sparve col mio delirio anche la gioia.

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