Oh se lontano dalle ree cittadi
In solitario lido i giorni miei
Teco mi fosse trapassar concesso!
Oh se mel fosse! Tu sorella e sposa,
Tu mia ricchezza mia grandezza e regno,
Tu mi saresti il ciel la terra e tutto.
Io ne' tuoi sguardi e tu ne' miei felice,
Come di schietto rivo onda soave
Scorrer gli anni vedremmo; e fonte in noi
Di perenne gioir fora la vita.
Poi, quando al fine dell'etade il gelo
De' sensi avrebbe il primo ardor già spento,
E in fuga si vedrìan volti i diletti
All'apparir delle canute chiome,
Amor darebbe all'amistade il loco;
Dolce amistade, che dal caldo cenere
Delle passate fiamme altra farebbe
Germogliar tenerezza altri contenti.
Oh contenti! oh speranze!... Un importuno
Fremer di vento mi riscosse; e tutta
Sparve col mio delirio anche la gioia.