Donzella, il giorno che sul tuo bel viso
Dell'illustre tua fuga arse l'idea
E una fiamma gentil di paradiso
Tranquilla da' ridenti occhi piovea;
Lo stuol de' tuoi verd'anni egro e deriso
Dolcissimi lamenti a te spargea,
E su le trecce del tuo crin reciso
La disprezzata libertà piangea.
Il piacer con pietosi atti modesti
Pregando ti seguia fin su le porte
E colla mano ti scuotea le vesti.
Ma invan: chè tu nel rischio invitta e forte
Del recinto fatal l'uscio chiudesti,
E ne prese le chiavi in man la morte.