Poichè d'Orizia il rapitor col velo
D'atra nube per l'aria alto si tenne,
E delle membra l'ostinato gelo
Le faville d'amor più non sostenne;
Sul folto della barba ispido pelo
L'orrido ghiaccio a liquefar si venne,
E sciolte in pioggia pel sentir del cielo
Cadder le nevi alle volanti penne.
Avido su la ninfa egli spignea
L'umido labbro, e per le guance belle
Colar giù in sen le fredde acque le fea.
Ella in van si schernìa col braccio imbelle,
E il ciel di grido femminile empiea
Misto al fischiar di nembi e di procelle.