Basta, invitto Oloferne! Ecco già stende
Betulia, ancor non paga in sua ventura,
La mano ai ceppi; e dal tuo labbro attende
O morte o vita inonorata oscura.
Già vincitrice la tua gente ascende
Su le sparse d'estinti infrante mura:
E tanta ognuno al tuo valor già rende
Laude, che ogni altro al tuo gran vanto oscura.
Stringi pur dunque la sudata palma
Invan contesa, e ten compiaci omai,
Orrida qui giacendo inutil salma.
Andrai superbo di tua illustre sorte;
E per tua gloria rammentar potrai
Qual già t'addusse imbelle donna a morte.