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1754–1828

II

Vincenzo Monti

Indarno alla novella alba del giorno, allorché dopo il travagliar d'oscura funesta vision svegliomi, e tutto d'affannoso sudor molle mi trovo,

indarno stendo verso lei le braccia, misero! e nel silenzio della notte la cerco indarno per le vôte piume, quando un felice ed innocente sogno

m'inganna, e parmi di sederle al fianco, e stretta al seno la sua man tenermi, ricoprirla di baci, e contro gli occhi premerla, e contro le mie calde gote.

Ahi! quando ancora colle chiuse ciglia tra veglia e sonno d'abbracciarla io credo, e deluso mi desto, ahi! che del cuore la grave oppression sgorgar repente

fa di lagrime un rio dalle pupille, e al pensier disperato mi dischiude un avvenir d'orrendi mali, a cui termine non vegg'io fuorché la tomba.

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