— Or che Flora, fuggito il verno avaro,
Tutto spiega d'aprile il verde onore,
Dammi, dissi alla dea, dammi quel raro
Fior che s'appella d'amicizia il fiore.
D'amor pegno e di fè ch'unqua non muore,
Vo' sacrarlo ad un pio; che dell'amaro
Mio caso si compiagne, e bello ha il core
Come l'ingegno. — E te nomai, mio caro.
— Il fior che chiedi in vero è peregrino,
La dea rispose; ed in lontano regno
Da pochi è culto il suo natal giardino.
Tu nol cercar nel mio: cercalo in quello
Della virtude. E se pur vuoi sia degno
Di quell'alma gentil, cogli il più bello. —