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1754–1828

CXXVIII. AD ANTALDO DEGLI ANTALDI

Vincenzo Monti

— Or che Flora, fuggito il verno avaro, Tutto spiega d'aprile il verde onore, Dammi, dissi alla dea, dammi quel raro Fior che s'appella d'amicizia il fiore.

D'amor pegno e di fè ch'unqua non muore, Vo' sacrarlo ad un pio; che dell'amaro Mio caso si compiagne, e bello ha il core Come l'ingegno. — E te nomai, mio caro.

— Il fior che chiedi in vero è peregrino, La dea rispose; ed in lontano regno Da pochi è culto il suo natal giardino. Tu nol cercar nel mio: cercalo in quello

Della virtude. E se pur vuoi sia degno Di quell'alma gentil, cogli il più bello. —

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